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Stufe di San Calogero: nel respiro bollente di Vulcano

Autore: Redazione 30/09/2025 20:56

La montagna respira. Lo senti appena metti piede sull'Isola di Vulcano, quel soffio caldo e sulfureo che sale dalle viscere della terra, quell'odore pungente di zolfo che ti entra nel naso e ti ricorda che stai camminando su un gigante addormentato ma vivo. E nelle Grotte di Stufe di San Calogero, questo respiro diventa tangibile, avvolgente, quasi opprimente nella sua intensità primordiale.

Varchi l'ingresso di queste cavità antichissime - già note ai Greci e ai Romani che le consideravano sacre - e immediatamente l'aria cambia. Diventa densa, caldissima, satura di vapore, una nebbia rovente che ti avvolge come una coperta liquida. La temperatura schizza oltre i 40 gradi, un calore umido e penetrante che ti fa sudare in pochi secondi, aprendo ogni poro, sciogliendo ogni tensione. È la terra che ti abbraccia, il cuore vulcanico dell'isola che pulsa appena sotto i tuoi piedi.

Le pareti delle grotte trasudano gocce bollenti cariche di minerali, rivoli sulfurei che scivolano sulle rocce creando incrostazioni gialle e aranciate - cristalli di zolfo puro che brillano nella penombra umida come gemme infuocate. Il pavimento è scivoloso, coperto da una patina viscida e tiepida depositata da secoli di vapori. L'odore è intenso e acre: zolfo, certamente, ma anche argilla calda, minerali ferrosi, quel profumo inconfondibile della terra viva che lavora incessantemente.

Il vapore sale da fessure invisibili nel pavimento, creando colonne bianche ondeggianti che si dissolvono verso il soffitto. Respirare qui è un'esperienza quasi alchemica: l'aria calda e sulfurea riempie i polmoni, brucia leggermente la gola, ma al contempo purifica, disintossica, come se il vulcano stesso ti stesse ripulendo dall'interno. Gli antichi credevano che queste grotte avessero poteri curativi miracolosi - e stando nella nebbia rovente, con il sudore che cola copioso e il corpo che si arrende al calore, capisci perché.

Uscire dalle stufe è uno shock rigenerante: l'aria esterna, anche calda per gli standard siciliani, sembra freschissima e cristallina dopo l'inferno umido delle grotte. La pelle brilla, purificata e rosata, i polmoni si espandono grati. Porti con te quell'odore di zolfo sui vestiti per ore - il profumo inconfondibile di Vulcano, memoria olfattiva di un incontro ravvicinato con le forze primordiali che modellano il Mediterraneo.

Come arrivare: Traghetto o aliscafo da Milazzo per l'Isola di Vulcano (circa 1 ora). Le Stufe di San Calogero si trovano sul versante orientale, sentiero segnalato. Accesso libero ma prestare attenzione alle alte temperature. Sconsigliato a cardiopatici o chi soffre di claustrofobia.

Photo credits: Ravenclaraw - licensed under the Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International license.

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