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Non solo locomotive: la rivoluzione del turismo ferroviario condotta dal direttore Cantamessa

Autore: Luigi Graziano Di Matteo28/03/2026 15:47

Nel 2023, all’interno del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, nasce una nuova società volta a rivoluzionare il turismo del nostro Paese: FS Treni Turistici Italiani.

In un mondo che oggi viaggia sempre più velocemente, in cui si rincorre costantemente il tempo, l’idea è quella di far riscoprire ai turisti il piacere di viaggiare attraverso un turismo lento e di qualità. Il treno, dunque, non è più un semplice mezzo per raggiungere una certa destinazione, ma diventa un vero e proprio protagonista dell’esperienza di viaggio: a bordo, infatti, numerosi sono i servizi e i comfort designati per il relax e il divertimento dei turisti durante tutto il viaggio.

Attraverso gli itinerari di FS Treni Turistici Italiani, i viaggiatori possono approfittare di quel tempo che spesso manca per lasciarsi incantare dalle bellezze del nostro Paese. L’idea è quella di valorizzare il patrimonio artistico, culturale, culinario, paesaggistico italiano ma anche quella di istituire nuovi percorsi ferroviari che collegano grandi città a piccoli centri meno conosciuti o meno accessibili.

Dietro quest’iniziativa vi è il nome dell’ing. Luigi Cantamessa, già Direttore Generale della Fondazione FS Italiane, che dal 2023 è anche Amministratore Delegato di FS Treni Turistici Italiani. Lo abbiamo intervistato per approfondire il significato del "turismo lento" su rotaia e il suo impatto sui nostri territori.

Credits: Instagram @luigifrancescocantamessaarmati

Ingegnere, con la Fondazione FS avete fatto un lavoro straordinario per salvare il patrimonio storico ferroviario italiano. Dal 2023, con la nascita di FS Treni Turistici Italiani, si è fatto un ulteriore passo avanti, trasformando questa vocazione in una vera offerta turistica strutturata. Qual è l'obiettivo principale di questa nuova società e a quale tipo di viaggiatore vi rivolgete?

L’obiettivo nasce da una visione chiara: restituire al viaggio il suo valore, trasformando il tempo a bordo in un’esperienza da vivere e non solo in uno spostamento. FS Treni Turistici Italiani traduce questa visione in un’offerta strutturata, capace di proporre un modo diverso di attraversare il Paese, in cui il treno diventa parte integrante del racconto, tra paesaggi, tradizioni e atmosfere che si susseguono lungo il percorso.

Ci rivolgiamo a un pubblico ampio e trasversale, italiano e internazionale, accomunato dal desiderio di vivere esperienze autentiche. A chi sceglie di rallentare, di riscoprire il piacere del viaggio e di lasciarsi sorprendere, ma anche a una nuova generazione di viaggiatori che può avvicinarsi alla ferrovia attraverso un’esperienza coinvolgente e ricca di significato.

In questo senso, il nostro impegno è anche culturale: trasmettere passione e valore, portando avanti un’eredità che nasce proprio dall’entusiasmo di chi, fin da giovane, ha creduto nella ferrovia come patrimonio vivo del nostro Paese.

Viviamo nell'era dell'alta velocità, dove l'obiettivo è spostarsi da Milano a Roma nel minor tempo possibile. Il vostro progetto viaggia esattamente nella direzione opposta: restituire valore al tempo. Perché, secondo lei, oggi c'è un bisogno così forte di tornare al "turismo romantico" e come il finestrino di un treno storico può cambiare la nostra percezione del paesaggio?

Viviamo in un tempo in cui tutto è accelerato, ma proprio per questo cresce il desiderio opposto: fermarsi, osservare, dare senso al percorso. Il cosiddetto “turismo romantico” non è una nostalgia del passato, ma una risposta contemporanea a un bisogno profondo di riconnessione, con i luoghi e con sé stessi.

Il finestrino di un treno cambia completamente il modo in cui percepiamo il paesaggio. Non lo attraversiamo distrattamente, lo accompagniamo. Le colline delle Langhe che si susseguono con ritmo lento, i filari ordinati che disegnano il territorio, le curve della Val d’Orcia che si aprono su scenari quasi pittorici, fino agli altopiani d’Abruzzo, dove la luce e le stagioni trasformano ogni viaggio in qualcosa di diverso.

È uno sguardo che si dilata, che torna a cogliere dettagli, atmosfere, silenzi. In questo modo il viaggio smette di essere una parentesi tra due punti e diventa esso stesso esperienza, memoria, racconto.

Tra le tante iniziative in programma, il prossimo 16 maggio partirà l'atteso Treno dei Limoni. Cosa rende questo itinerario così speciale? Cosa deve aspettarsi un passeggero che sceglie di salire a bordo per vivere questa giornata tra rotaie, paesaggi costieri ed eccellenze del territorio?

Il Treno dei Limoni si distingue perché unisce, in un’unica esperienza, viaggio, paesaggio e identità del territorio. Non è solo una giornata tra Milano e le Cinque Terre, ma un percorso che accompagna il viaggiatore verso un’atmosfera precisa, fatta di profumi, colori e tradizioni.

Si parte a bordo di un treno storico con carrozze anni ’60, ambienti che già di per sé raccontano un’altra epoca e invitano a vivere il tempo con un ritmo diverso. Poi, lentamente, il paesaggio cambia: dalle pianure del Nord si arriva alla luce del mare ligure, ai profili delle scogliere, ai borghi sospesi tra terra e acqua.

Ad arricchire il viaggio contribuiscono esperienze immersive in continuità con il territorio. A Monterosso, la Festa dei Limoni anima il paese tra colori, profumi e tradizioni, offrendo un’esperienza che coinvolge tutti i sensi.

Per chi lo desidera, il viaggio prosegue fino a La Spezia, con la visita al Deposito Rotabili Storici. Un itinerario che unisce paesaggio, memoria e cultura, trasformando ogni momento in parte integrante dell’esperienza.

Uno dei grandi meriti della Fondazione FS è stato il progetto dei "Binari senza tempo", ovvero la riapertura di linee ferroviarie dismesse che attraversano la provincia e i piccoli borghi. Che impatto economico e sociale ha il ritorno del treno turistico in queste zone d'Italia, spesso escluse dai grandi circuiti di massa?

Il ritorno del treno turistico su queste linee genera un impatto che va oltre la dimensione del viaggio. Riattivare tratte che attraversano aree interne e borghi meno conosciuti significa riportare attenzione, presenze e nuove opportunità in territori spesso fuori dai grandi flussi.

Il progetto ha consentito di recuperare circa 1.000 km di linee storiche, salvando dalla dismissione 13 tratte che collegano i principali poli turistici a luoghi di straordinaria autenticità. Su questi binari oggi circolano non solo treni storici e turistici, ma anche convogli di lusso come l’Orient Express – La Dolce Vita, a conferma del valore e dell’attrattività di questo patrimonio.

L’impatto è concreto sia sul piano economico sia su quello sociale: si attiva un’economia diffusa che coinvolge ospitalità, ristorazione e produzioni locali, mentre le comunità riacquistano centralità e visibilità. Il treno diventa così uno strumento di valorizzazione e nuova vitalità per il cuore meno esplorato del Paese.

Avete lanciato collegamenti notturni di grande fascino, come gli "Espressi" verso le Alpi o verso il mare, riportando in auge il mito del treno con carrozze letto e ristorante. Qual è la prossima grande sfida di FS Treni Turistici Italiani? C'è una tratta storica, magari al Sud o nelle Isole, che sogna di veder rinascere a breve?

La sfida più grande è continuare ad ampliare un modello di viaggio che rimetta al centro il tempo, rendendolo sempre più riconoscibile e capace di parlare a pubblici diversi, anche internazionali. Non si tratta solo di aggiungere nuove tratte, ma di costruire esperienze sempre più coerenti con i territori attraversati, in cui il treno diventi parte integrante del racconto.

C’è poi il desiderio di portare questo approccio anche nel Sud e nelle Isole, dove esiste un patrimonio straordinario ancora in parte inesplorato. Pensiamo a itinerari che attraversano paesaggi unici, tra coste, aree interne e borghi, capaci di offrire una dimensione di viaggio autentica e coinvolgente.

Più che una singola linea, la prospettiva è quella di far emergere nuove geografie del viaggio, restituendo continuità e valore a territori che hanno tutte le caratteristiche per diventare protagonisti di una nuova stagione del turismo su rotaia.

Nel corso di quest’intervista, abbiamo fatto un viaggio immaginario a bordo delle carrozze FS che ci hanno permesso di scoprire le bellezze della nostra penisola.

Il lavoro intrapreso dall’ing. Cantamessa, supportato dal Gruppo FS Italiane, ha permesso a migliaia di persone di reinnamorarsi dei propri territori, delle proprie tradizioni, e soprattutto delle proprie radici.

La loro mission, così come quella di InItaly, è quella di far emozionare e gioire delle proprie ricchezze innanzitutto gli italiani, dando poi così la possibilità di trasmettere tutto ciò anche ai turisti che ogni anno popolano le nostre bellissime città. Siamo onorati di aver avuto con noi quest’oggi l’ing. Cantamessa e ci auguriamo di riaverlo presto con noi per raccontare i nuovi progetti in essere e tutto ciò che di bello il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane porta avanti dal 1905.

Credits: Fondazione FS Italiane

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