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La giornata internazionale della pizza: tra fuoco sacro e identità globale

Autore: Michele Spinelli17/01/2026 00:24

Il profumo del legno che arde, l’alchimia di un impasto che vive e respira, la maestria di mani che modellano e trasmettono un sapere secolare. Esistono tradizioni che trascendono il cibo per incarnare l’anima stessa di una cultura, diventando rituali collettivi capaci di unire gesti antichi e modernità. È l’arte del pizzaiuolo napoletano, pratica umile ed elevata, che nel 2017 ha varcato le soglie del Palazzo di Vetro di New York per essere iscritta nell’albo dell’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Questo atto di consacrazione globale, che ha trasformato un mestiere in un fenomeno culturale, è il cuore pulsante del 17 gennaio, Giornata Internazionale della Pizza. Non una semplice festa gastronomica, ma un momento che intreccia devozione popolare, orgoglio identitario e una formidabile realtà economica, onorando un simbolo universale la cui essenza risiede nel fuoco sacro, nella pazienza della lievitazione e nell’inimitabile capacità di creare comunità intorno a un disco di pasta.

Le radici nel sacro: Sant'Antonio Abate e il fuoco della tradizione
La scelta del 17 gennaio come data mondiale non è casuale, ma affonda le radici in una tradizione popolare profondamente italiana. Quel giorno, il calendario liturgico celebra Sant’Antonio Abate, eremita egiziano del III-IV secolo, tradizionalmente invocato come protettore dei fornai, dei pizzaioli e, più in generale, di tutti coloro che lavorano con il fuoco. Questo legame, particolarmente sentito nelle regioni meridionali d’Italia, trasforma l’elemento primordiale della cottura in un simbolo di purificazione, protezione e aggregazione familiare. Promuovendo a livello internazionale questa data, l’Associazione Verace Pizza Napoletana (AVPN) ha operato una sapiente fusione tra il sacro e il profano, ancorando una celebrazione globale a un humus culturale specifico e autentico. Il fuoco del forno a legna, dunque, cessa di essere un semplice strumento tecnico per divenire il fulcro di un rituale che dalla festa del santo si espande al mondo.

Un'arte patrimonio dell'umanità: il riconoscimento UNESCO
Il percorso che ha condotto alla Giornata Internazionale della Pizza ha trovato il suo apice e la sua più alta legittimazione culturale nel dicembre 2017. In quella data, l’UNESCO ha ufficialmente incluso l’Arte del Pizzaiuolo Napoletano nella sua prestigiosa lista. Il comitato di valutazione ha riconosciuto non un prodotto, bensì una pratica culturale: un sapere pratico che comprende la gestualità della stagionatura della mozzarella, la manipolazione dell’impasto in quattro giri di mano, il caratteristico *schiaffo* e la cottura nel forno a legna, gesti tramandati per secoli nelle botteghe di Napoli. Questo riconoscimento ha conferito alla pizza, e in particolare alla sua versione napoletana tradizionale, uno status nuovo: da cibo popolare e globale a elemento identitario, la cui preparazione è un’arte performativa che racchiude valori di condivisione e creatività. La Giornata del 17 gennaio celebra, in definitiva, questo atto di consacrazione mondiale di un’eccellenza italiana immateriale.

Celebrazioni tra rito e socialità: come si onora la pizza nel mondo
La Giornata Internazionale della Pizza si manifesta attraverso un caleidoscopio di iniziative che vanno dall’intimità di un corso pratico alla spettacolarità di un evento urbano. Le pizzerie, in Italia e all’estero, diventano epicentri di degustazioni tematiche e aperitivi dedicati, spesso affiancati da masterclass che svelano i segreti della lievitazione e della cottura. Contest tra pizzaioli e gare di abilità richiamano professionisti e appassionati, mentre il digitale si accende con l’hashtag #WorldPizzaDay, diventando una piazza virtuale per condividere ricette, storie e immagini. Non mancano le declinazioni solidali, con iniziative come la “Pizza della Solidarietà”, il cui ricavato è devoluto ad organizzazioni come la Caritas. In città come Milano, Verona o Siena, la celebrazione assume toni più ampi, con eventi in piazza che uniscono musica, spettacoli e street food, trasformando l’omaggio a un piatto in un fenomeno di socialità diffusa. Sebbene alcune nazioni, come gli Stati Uniti con il National Pizza Day del 9 febbraio, osservino date alternative, il 17 gennaio si consolida come l’appuntamento globale più riconosciuto, a testimonianza del successo della campagna per radicarlo nella tradizione di Sant’Antonio.

L'universo pizza in numeri: un gigante economico e sociale
Dietro la poesia della tradizione e la calorosa convivialità delle celebrazioni, opera un settore economico di impressionante robustezza. In Italia, il mondo della pizza muove un valore complessivo stimato in 15 miliardi di euro annui, un flusso generato da oltre 50.000 pizzerie attive che sfornano quotidianamente circa 8 milioni di pizze. Il settore dà lavoro a circa 300.000 addetti, dipingendo il ritratto di un’industria artigianale capillare e vitale. Un termometro interessante della variabilità geografica è il prezzo medio della regina delle pizze, la Margherita, che si attesta a 7,04 euro nazionali, ma con oscillazioni significative: da 6,74 euro a Napoli a 7,66 euro nel Nord Italia. Questi numeri raccontano anche una lenta evoluzione sociale: se la figura del pizzaiolo resta ancora dominata dagli uomini (circa il 98%), la presenza femminile cresce in altri ruoli, raggiungendo il 38,5% nella proprietà delle attività e il 50,5% nel personale di sala. La Giornata Internazionale della Pizza celebra, dunque, anche questo imponente sistema produttivo, che dalla bottega storica si proietta in un mercato globale.

Consigli pratici per vivere la giornata
Per chi desidera immergersi autenticamente nello spirito di questa ricorrenza, la partecipazione diretta è la via maestra. La pianificazione può iniziare consultando i siti o i social network delle pizzerie di riferimento, molte delle quali annunciano in anticipo eventi speciali, menu a tema o laboratori. Per un’esperienza più approfondita, è consigliabile cercare iniziative promosse da associazioni di categoria come l’AVPN, che garantiscono un rigoroso rispetto della tradizione. Il periodo, ovviamente, è fisso al 17 gennaio, ma le celebrazioni spesso si estendono al fine settimana più prossimo. In termini di abbigliamento, non vi sono indicazioni specifiche, se non quella di prediligere un abbigliamento informale e adatto alla convivialità di una pizzeria o di un evento pubblico. Per i viaggiatori interessati, alcune città italiane organizzano manifestazioni di particolare rilievo: da Brescia, con degustazioni gratuite di Margherita, a Siena, che trasforma Piazza del Campo in un tempio della pizza street, fino a Roma, dove le pizzerie si cimentano in interpretazioni creative per l’occasione. La prenotazione, in questi casi, è spesso indispensabile.

Un patrimonio che si gusta: un rito che unisce
La Giornata Internazionale della Pizza si rivela, alla fine del viaggio, molto più di una data sul calendario gastronomico. È il punto di convergenza annuale in cui un piatto universale mostra le sue radici profonde, la sua anima culturale e la sua potente vitalità economica. Celebrando il legame con il fuoco sacro di Sant’Antonio e onorando il sigillo UNESCO, questa ricorrenza invita a una visione più consapevole: assaporare una pizza diventa un atto di connessione con una storia secolare, con l’estro di mani esperte, con il calore di una comunità. Per il viaggiatore attento, essa offre una chiave di accesso straordinaria per comprendere l’Italia nel suo spirito più autentico, dove il genio si esprime nella capacità di elevare la semplicità a simbolo condiviso dal mondo intero. La pizza, in questo giorno, non è solo un alimento da consumare, ma un patrimonio da vivere: un rito di convivialità che, da Napoli in poi, continua a unire le persone intorno al valore eterno della condivisione.

 

Credit photos: ich.unesco.org
Credit photos: pexels.com

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