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Il Parco Interregionale del Sasso Simone e Simoncello: fortezze di roccia nell'Appennino

Autore: Redazione 21/09/2025 14:44

Ci sono due giganti di pietra che dominano l'Appennino tra Romagna e Marche, emergendo dal verde dei boschi come antiche fortezze naturali. Il Sasso Simone e il Simoncello sono molto più di semplici montagne: sono simboli geologici che raccontano milioni di anni di storia e offrono alcune delle escursioni più spettacolari di tutto l'Appennino centrale.

Vederli da lontano fa già capire perché sono diventati leggendari. Le loro pareti verticali di arenaria si alzano improvvise dai dolci pendii circostanti, creando un contrasto che toglie il fiato. Il Sasso Simone raggiunge i 1204 metri, mentre il Simoncello si ferma a 1221: due torri naturali che hanno fatto da punto di riferimento per viandanti e pastori durante secoli di storia.

Salire sulla cima è un'esperienza che cambia la prospettiva su tutto. I sentieri sono ben segnalati ma richiedono un minimo di allenamento: la pendenza negli ultimi tratti può essere impegnativa, soprattutto quando si arriva alle pareti rocciose finali. Ma la fatica viene ripagata da panorami incredibili: nelle giornate limpide si vedono il mare Adriatico, le vette dell'Appennino e perfino i grattacieli di Rimini che brillano in lontananza.

La storia qui è di casa. Sul Sasso Simone ci sono i resti di Città del Sasso, una fortezza voluta da Cosimo I de' Medici nel XVI secolo che doveva essere una città fortificata all'avanguardia. Il progetto fallì, ma camminare tra i ruderi delle mura e immaginare come doveva essere questa cittadella arroccata sulla roccia fa venire i brividi.

Il parco è un paradiso per escursionisti di tutti i livelli. Ci sono sentieri facili che girano intorno alla base dei sassi, perfetti per famiglie con bambini, e percorsi impegnativi che portano fino alle vette più alte. Durante le escursioni è facile vedere poiane che planano tra i sassi e sentire il fischio delle marmotte che si avvertono a vicenda del pericolo.

L'effetto "wow" è garantito soprattutto al tramonto, quando la luce radente trasforma le pareti di arenaria in lastre di oro rosso. È il momento in cui si capisce perché questi luoghi hanno ispirato leggende e perché continuano ad attirare escursionisti da tutta Italia.

Il parco ha diversi punti di accesso sia dal versante romagnolo che da quello marchigiano. Carpegna e Pennabilli sono le basi più comode per organizzare le escursioni. I centri visita forniscono mappe dettagliate e informazioni sui percorsi migliori secondo la stagione. Portate sempre abbigliamento a strati: il tempo in montagna può cambiare velocemente, e la differenza di temperatura tra il fondovalle e le cime può essere notevole.

Photo credits: Paolo Perticara - licensed under the Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International license.

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