Rivista online registrata al Tribunale di Napoli n. 43 del 23/03/2022
Direttore: Lorenzo Crea
Editore: Visio Adv di Alessandro Scarfiglieri
Insight italia srl (concessionario esclusivo)
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Autore: Clara Gifuni • 18/05/2026 22:31
L’arrivo della primavera ha un significato ben preciso per Ferrara: celebrare tradizione e identità. Anche quest’anno, dunque, la città dall’anima estense è tornata a vestirsi dei colori delle Contrade, trasformando piazze e vie del centro storico in un grande scenario rinascimentale fatto di costumi storici, sbandieratori, musici e antiche sfide cavalleresche.
Ma il Palio di Ferrara è ben più che una semplice competizione. È una tradizione che ha attraversato i secoli e che ancora oggi continua a custodire e tramandare l’anima storica della città estense. In queste settimane, infatti, Ferrara è riuscita a riportare in vita l’atmosfera della corte dei duchi d’Este, coinvolgendo cittadini e visitatori in un viaggio nel tempo all’insegna dello spettacolo, della memoria storica e del senso di appartenenza.

Dal Medioevo ad oggi: la tradizione non si spegne
Le origini del Palio ferrarese affondano negli Statuti Municipali del 1279, elemento che rende la manifestazione una delle più antiche al mondo. Nato per celebrare eventi solenni come vittorie militari, periodi di pace o la nascita di eredi della Casa d’Este, il Palio è diventato nel tempo uno dei simboli più riconoscibili dell’identità cittadina.
A rendere unico il Palio di Ferrara è anche il suo scenario: Piazza Ariostea, con la sua conformazione ad anfiteatro naturale, diventa il cuore pulsante delle corse. Qui l’eleganza rinascimentale incontra la tensione della competizione in un equilibrio che distingue Ferrara da ogni altra manifestazione storica italiana.
Le gare tradizionali sono quattro e assegnano ciascuna un prezioso “panno”, simbolo della vittoria: la corsa dei Putti per il Palio di San Romano, la corsa delle Putte per il Palio di San Paolo, la corsa degli Asini per il Palio di San Maurelio e infine la corsa dei Cavalli per il Palio di San Giorgio, il momento più atteso e spettacolare dell’intera manifestazione.

Il successo dei primi appuntamenti
Il calendario del Palio si è aperto nelle scorse settimane con gli Omaggi al Duca, appuntamenti simbolici che hanno riportato nel cuore della città l’atmosfera della corte estense. Le Contrade si sono alternate in Piazza Castello con esibizioni di figuranti, musici e sbandieratori, dando vita a una serie di spettacoli che hanno richiamato pubblico e appassionati.
Grande partecipazione anche per il Torneo del Fante, andato in scena il 18 aprile in Piazza Municipale. I campioni delle otto Contrade si sono affrontati armati di scudo e randello in una spettacolare prova di abilità e resistenza che ha rievocato le antiche sfide medievali.
Il mese di maggio, però, segna l’ingresso nella fase più intensa della manifestazione. Nella Cattedrale di Ferrara si sono svolte la Benedizione dei Palii e l’Offerta dei Ceri, momento solenne e profondamente simbolico per il mondo paliesco. Nei giorni successivi Piazza del Municipio ha ospitato sia i Giochi Giovanili delle Bandiere Estensi sia gli Antichi Giochi delle Bandiere Estensi dedicati alle categorie senior, trasformando il centro cittadino in un palcoscenico di tecnica, eleganza e tradizione.
Sul fronte organizzativo, d’altra parte, è stata confermata la presenza di Davide Busatti nel ruolo di mossiere, mentre cresce l’attesa anche per la possibile partecipazione di Alba Parietti come madrina del corteo storico del 23 maggio.

Il Magnifico Corteo e l’attesa delle corse
Si avvicina sempre più anche uno degli appuntamenti più suggestivi dell’intero Palio: sabato 23 maggio, in occasione del Magnifico Corteo, centinaia di figuranti delle Contrade e della Corte Ducale sfileranno lungo Corso Martiri della Libertà fino a Piazza Castello, presentando ufficialmente alla città i propri campioni.
Oltre mille figuranti indosseranno abiti rinascimentali realizzati attraverso un rigoroso lavoro di ricerca storica e filologica. Velluti, broccati, ricami e dettagli sartoriali restituiscono tutta la raffinatezza della corte estense, trasformando Ferrara in un autentico affresco rinascimentale a cielo aperto.

Le otto Contrade — San Benedetto, Santa Maria in Vado, San Paolo, Santo Spirito, San Giacomo, San Giorgio, San Giovanni e San Luca — si confronteranno, quindi, non soltanto nella competizione sportiva, ma anche nell’eleganza scenografica e nella capacità di rappresentare il prestigio della propria storia. Resta alta, inoltre, anche l’attenzione sulle monte scelte dalle Contrade. Santo Spirito si affiderà a Gabriele Puligheddu detto Granito; San Benedetto punterà su Antonio Mula detto Shardana; San Paolo schiererà Andrea Sanna detto Virgola. Santa Maria in Vado dovrebbe invece scegliere Alessio Migheli detto Girolamo; San Giacomo correrà con Marco Bitti; San Luca con Giosuè Carboni detto Carburo; San Giovanni con Sebastiano Murtas detto Grandine; mentre San Giorgio si affiderà all’esperienza di Enrico Bruschelli detto Bellocchio.

Piazza Ariostea pronta alla sfida finale
Nella settimana che precederà il Palio entreranno nel vivo anche le prove ufficiali. Mercoledì 27 maggio si svolgeranno le prove dei cavalli, seguite giovedì 28 maggio dalle prove dedicate ad asini e cavalli. La vigilia delle corse sarà invece come sempre accompagnata dalle tradizionali cene propiziatorie nelle sedi delle Contrade, momento di forte appartenenza e partecipazione collettiva.
Il momento più atteso di queste settimane resta comunque uno: le Corse al Palio in programma sabato 30 maggio 2026. A partire dalle ore 20:00, infatti, Piazza Ariostea accoglierà le quattro gare tradizionali: putti, putte, asini e cavalli. Una serata che ogni anno riesce indiscutibilmente a lasciare sulla pelle di un’intera città il segno di un’identità più viva che mai.